Anno II - Numero 11 - Venerdì 21 Dicembre 2007

Agenti immobiliari: il futuro parte dalla formazione






Sfide e obiettivi per il nuovo anno



Partire dalla formazione per creare agenti immobiliari sempre più professionali e dirigenti Fiaip in grado di esercitare un peso maggiore all’interno delle Camere di Commercio.
Sono queste le vere sfide per il nuovo anno, sia per gli associati sia, a maggior ragione, per chi guida la Federazione.

La prima sfida è interna ed è forse più semplice da vincere.
Occorre infatti far nascere, attraverso una formazione accurata e approfondita, una nuova figura di agente immobiliare, aggiornato e preparato sulle ultime leggi e su tutte le novità del settore.
A proposito, è opportuno evidenziare che la Fiaip può già contare su un buon programma formativo: si tratta ora di estenderlo rapidamente al maggior numero possibile di associati.
L’aggiornamento diventa insomma, sempre più, un elemento essenziale e qualificante, in una professione in continua evoluzione.

Oltre alla sfida interna, ne esiste poi una esterna, forse più complessa, ma altrettanto importante. Proseguendo nell’obiettivo di rendere gli agenti immobiliari figure molto diverse da semplici mediatori, occorre impegnarsi in modo nuovo e incisivo nei confronti delle Camere di Commercio.
In particolare, è necessario collegarsi in maniera stretta e tramite accordi di progetto a tutte le realtà economiche che, fino ad oggi, hanno gestito le Camere di commercio.

La nostra esperienza professionale di categoria deve poter essere tenuta in debito conto.
Per arrivare a questo obiettivo occorre consolidare le sedi regionali Fiaip, raggiungere il maggior numero possibile di associati, puntare ancora una volta alla formazione dei dirigenti ed essere presenti nelle elezioni degli organi dirigenti delle stesse Camere di Commercio.
In tal senso va anche l’accordo nazionale di collaborazione stipulato fra la presidenza Fiaip e Confindustria.
Solo proseguendo su questa strada, la Fiaip potrà finalmente arrivare a partecipare in prima persona a iniziative importanti per la categoria.

Stefano Bertelli
Presidente Consiglio Nazionale Fiaip


Eurozona: crisi Mutui e crescita a rallenty nel primo trimestre 2008

Strass-Kahn (Fmi) : “Il rallentamento negli States influenzerà Eurolandia”

Strauss Kahn Strauss Kahn

Maxi iniezione di liquidita' da parte della Bce a fine anno. Il tutto è ancor più singolare se si tiene conto che è senza tetti di importo e, per di piu', di durata ben superiore al solito per dar modo alle istituzioni di superare lo scoglio che da mesi sta creando tensioni sui mercati monetari.  Nei giorni scorsi infatti la  Banca centrale europea ha letteralmente inondato le istituzioni di liquidita', servendo 348,6 miliardi di euro al tasso del 4,21 per cento. Da sottolineare inoltre come in questi giorni il numero uno del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn getta acqua sul fuoco della crisi dei mutui e dice che non e' una "crisi profonda", ma solo una fase di turbolenza.
L´ultima volta che la Bce aveva effettuato un´asta con queste caratteristiche era stato l´8 agosto, alle prime battute della crisi dei mutui subprime. Non solo, il giorno prima aveva assegnato 2,435 miliardi di euro di cosiddetto denaro caldissimo - a un giorno o al massimo poco piu' - al 'penalty rate', cioe' un punto percentuale sopra il tasso di riferimento (il 4 per cento per l´area euro). Dunque, il mercato ha ricevuto tutta la liquidita' che ha chiesto. l´effetto sulla media degli interessi sui mutui casa a tre mesi, passata dal 4,95 al 4,876 per cento; ma era stata proprio la durata ad un mese ad andare piu' in tensione, mano a mano che i contratti trattati andavano a scadere all´inizio 2008. Ora si trattera' di vedere se il respiro di sollievo sara' duraturo. Al momento quindi  i timori per l´economia del Vecchio continente non sono stati fugati dall´asta della Bce e anzi proprionei girni scorsi  la Commissione Ue ha confermato che nonostante un rimbalzo dello 0,7 per cento del Pil nel periodo luglio-settembre, la crescita di Eurolandia e' prevista in calo nei prossimi trimestri. Non solo, nel suo Rapporto trimestrale ieri la Commissione ha puntato il dito sui rischi di ulteriori apprezzamenti della moneta unica, che insieme al caro-petrolio sta mettendo a repentaglio la crescita dell´Eurozona. Tuttavia, chi e' legato all´euro potrebbe avere proprio per questo un vantaggio, se si realizzasse un mercato unico europeo dei mutui ipotecari. La proposta, di cui s´e' fatto promotore il commissario per il mercato interno, Charlie McCreevy, potrebbe far risparmiare fino a 470 euro l´anno su un prestito di 100mila euro attraverso la creazione di un 'mercato dei mutui ipotecari piu' competitivo ed efficiente'

Dominique Strauss-Kahn conferma intanto che non e' una "crisi profonda", ma solo una fase di turbolenza. Il  direttore monetario del Fmi dice anche che le banche centrali, per quanto riguarda i riflessi finanziari della crisi, stanno facendo "la cosa giusta", mentre sul piano dell'economia reale solo quando si sara' fatta chiarezza sull'entita' delle perdite del settore del credito si potra' valutare l'impatto della crisi. Strauss-Kahn prevede comunque che il "rallentamento negli Usa influenzera' la crescita europea del 2008". Il ministro delle Finanze britannico, Alistair Darling rivela invece che il governo sta preparando un piano di emergenza per il salvataggio delle banche, nel caso in cui dovesse ripetersi la crisi che ha coinvolto Northern Rock. Darling fa sapere sul Daily Mail che intende aumentare la protezione dei risparmiatori e che l'attuale sistema sara' revisionato per consentire decisioni piu' veloci in caso di crisi. Nessuna preoccupazione in Italia per il gruppo internazionale Unicredt che conferma di non essere esposto in Germania come altri istituti di credito. 'Abbiamo una posizione trascurabile nei confronti dei mutui subprime'. E' quanto ha ribadito l'amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo.'La nostra esposizione - ha spiegato - al 30 settembre e' di 246 milioni di euro, 100 in meno rispetto a fine giugno'. Quanto a indiscrezioni relative ad una eccessiva esposizione nel settore immobiliare in Germania, Profumo ha chiarito che 'non e' il caso del nostro gruppo'
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Casa: Tecnoborsa, urge norma su indennità esproprio

Presentata a Roma una proposta che collega il nuovo regime alla perequazione urbanistica

Nel campo dell'indennità di espropriazione si e' aperto un vuoto normativo che va urgentemente colmato. Lo ha ribadito Tecnoborsa, organizzazione del sistema Camerale per lo sviluppo e la regolazione dell'economia immobiliare, che nei giorni scorsi ha organizzato un convegno sul tema al quale a partecipato il presidente nazionale Fiaip Franco Arosio. Tecnoborsa, insieme a l'Aidu (Associazione italiana diritto urbanistico) e all'Osservatorio parlamentare sul mercato immobiliare, hanno presentato una proposta per la rideterminazione dell'indennita' di esproprio per pubblica utilita' e l'hanno illustrata nell'incontro odierno.
“La Corte Costituzionale, con due sentenze dello scorso ottobre, aveva già  dichiarato illegittima l'attuale misura di indennità , perche' molto distante – ha sostenuto nella sua relazione introduttiva il vicepresidente di Tecnoborsa Giampiero Bambagioni - dall'effettivo valore delle aree edificabili. Una posizione assunta anche a seguito di numerose condanne da parte della Corte europea per i diritti dell'uomo. Da qui il vuoto normativo”.
La proposta di Tecnoborsa, Aidu e Osservatorio parlamentare sul mercato immobiliare che trova nolti consensi tra le principali associazioni di settore mira a dare a tutti i soggetti che si trovino in un'analoga situazione un indennizzo equo rispetto alle aspettative degli espropriati e compatibile con le esigenze della finanza pubblica. La soluzione proposta collega il nuovo regime alla introduzione della perequazione urbanistica, ossia un meccanismo per attribuire a tutte le aree gia' dotate delle opere di urbanizzazione primaria una eguale potenzialita' edificatoria. Un valore da prendere a riferimento appronto per determinare l'indennizzo.

"Scarica le norme in tema di indennità illustrate al Convegno promosso da Tecnoborsa"


Finanziaria 2008, sconti Ici e affitti

La maggioranza approva la manovra a colpi di fiducia prima di Natale

Una Finanziaria più leggera quella per il 2008 che passa con la fiducia al Senato ed un bilancio previsionale approvato entro natale, nonostante il forte dissenso politico di larghe fette della maggioranza oltre che dell’opposizione. Composta di soli 97 articoli. Gli interventi sono effettuati nella riduzione della pressione fiscale e dell’aiuto alle persone più povere. E poi c’è tutta la parte che interessa il cosiddetto tesoretto, che dovrebbe essere in gran parte utilizzato per l’abbattimento del lavoro precario nella pubblica amministrazione. Per quanto riguarda invece le politiche abitative segnaliamo che le norme relative alle nuove agevolazioni Ici sono contenute al comma 5 e seguenti dell’articolo 1 del nuovo testo. Vieni inoltre istituita una commissione di studio sulla fiscalità diretta e indiretta delle imprese immobiliari, mentre si  stabilisce un nuovo regime Iva sulla cessione di determinati tipologie di immobili. Al comma 375 dell’articolo 1 sono contenute le modifiche alla normativa sulle Società di investimento immobiliare quotate (Siiq) introdotte con la Finanziaria 2007. Arrivano nuove disposizioni introdotte alla Camera in fatto di tutela dei cittadini nella sottoscrizione di mutui ipotecari e loro portabilità. Sempre all’articolo 2, si istituisce il  Fondo di solidarietà sui mutui prima casa. In sintesi: gli 11 miliardi della Finanziaria, che derivano per 6,35 miliardi dal maggior gettito e per 4,65 miliardi dalle minori spese, saranno così redistribuiti: 2 miliardi per sgravi su Ici e affitti; 1 miliardo di proroga per le agevolazioni fiscali; 200 milioni per i non autosufficienti; 1,85 miliardi per il pubblico impiego; 300 milioni per l'università; 2 miliardi per l’attuazione del protocollo di Kyoto, spettacolo, 5 per mille, servizio civile, terremoto Umbria-Marche, tutela donne; 50 milioni per il ddl cittadinanza; 240 milioni per la delega sull'immigrazione; 40 milioni per la sicurezza sul lavoro; 1,2 miliardi per il protocollo su welfare e pensioni; 800 milioni per il fondo per l'occupazione; 80 milioni per il protocollo agricoltura e amianto. Di seguito i principali capitoli di interesse per il settore:

SCONTI SUGLI AFFITTI
in Finanziaria una misura per aiutare i più giovani a pagare l’affitto.Per chi vive in affitto ci sarà una detrazione di 300 euro l'anno per gli inquilini con un reddito inferiore ai 15.494 euro e una detrazione di 150 euro per gli inquilini con redditi annui compresi tra 15.494 e 30.987 euro.

ICI
Sconto sulla prima casa fino a un massimo 200 euro per i proprietari con un reddito fino a 50 mila euro. L’ulteriore detrazione, che si somma a quella esistente di 103 euro, equivale all’1,33 per mille del valore catastale dell’immobile.

FORFAIT 20% MICROIMPRESE
Nella finanziaria sarà inserita la possibilità per 900mila aziende senza dipendenti e con un giro di affari inferiore a 30mila euro l'anno di non pagare Iva e Irap, in cambio di un forfait del 20% sul giro di affari annuale meno i costi sostenuti per l'impresa.

MENO IRES E IRAP
Dal primo gennaio l’aliquota Ires (l’imposta sui redditi delle società) calerà di 5 punti dal 33% al 27,5%. L’Irap scenderà al 3,9%. Viene rimodulata però la base imponibile.

PRELIEVO DIVIDENDI SOCIETÀ
L’abbassamento dell’aliquota Ires porta a una rimodulazione del prelievo che colpisce le imprese quando incassano plusvalenze e dividendi. Viene aumentata al 18,5% dal 12,5% l’imposta sostitutiva.

BONUS RISTRUTTURAZIONI
Il bonus del 36% per i lavori di ristrutturazioni edilizie potrà essere utilizzato anche nei prossimi tre anni.

IMMOBILI
Arriva un piano di valorizzazione dei beni pubblici per la promozione e lo sviluppo dei sistemi locali. Il governo punta a risparmiare almeno il 10% della spesa per l’affitto e la manutenzione di immobili pubblici.

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA
Si prevede la proroga del cosiddetto bonus per la riqualificazione energetica degli edifici. Lo sconto è pari al 55%.

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A gennaio al via le visure ipotecarie on line
a completamento delle visure catastali

Grazie all’ accordo con Agenzia del Territorio le conservatorie immobiliari saranno a portata di mouse di ogni associato

Grazie al nuovo accordo siglato dalla Federazione con la direzione centrale dell'Agenzia del Territorio tutti gli associati avranno a loro disposizione, a partire dal prossimo mese di gennaio, la possibilità di eseguire dal proprio ufficio visure ipotecarie relative agli immobili oggetto delle loro trattative. E' un importante traguardo voluto dalla Presidenza nazionale, che se ne è interessata personalmente, e che è giunto a compimento. Il servizio evidentemente completa quello ormai già collaudato da un paio d'anni delle visure catastali (ricordiamo ancora una volta senza possibilità di estrazione delle copie delle planimetrie per ovvie ragioni connesse con la privacy).
Le visure ipotecarie (e sulla intestazione dei beni ) saranno quindi possibili dal proprio Pc d'ufficio (o per meglio dire da qualsiasi Pc posto in qualsiasi parte del mondo purché connesso ad internet) a condizione che si aderisca al nuovo servizio unico "Catasto e Conservatoria on line" che la Federazione ha pensato e realizzato per i propri associati.
Il servizio catastale ed ipotecario viene proposto in formula unica non per volontà della Federazione, ma per una precisa disposizione emanata dalla direzione dell'Agenzia del Territorio. Avremmo certamente preferito poter disgiungere i due servizi offrendoli in pacchetti diversificati, ma non vi è stata alcuna possibilità in tal senso, nonostante le nostre numerose, insistenti e reiterate istanze promosse al riguardo.
Per poter accedere a detto nuovo servizio "Catasto e Conservatoria on line" è previsto il versamento di un canone annuale a fondo perduto a carico dell'associato assai contenuto (di gran lunga inferiore a ciò che il singolo dovrebbe versare nel qual caso si rivolgesse direttamente all'Agenzia del Territorio) che permette di poter avere a disposizione la propria utenza d'accesso (tecnicamente chiamata chiave figlia e per il monitoraggio del credito) necessaria all'associato per effettuare l'intera consultazione della banca dati informativa dell'Agenzia del Territorio (come si è detto unica sia per visure catastali che per visure ipotecarie).
Le visure ipotecarie, a differenza di quelle catastali che sono gratuite (per precisa disposizione dell'Agenzia del Territorio), hanno invece un costo determinato con provvedimento ministeriale e riportato nell'apposito listino pubblico al quale dobbiamo necessariamente attenerci. In funzione di quanto detto, per poter fruire del servizio unico "Catasto e Conservatoria on line" oltre al versamento del canone annuale è anche necessario versare alla Federazione un credito prepagato successivamente a disposizione dell'utente per accedere alla banca dati della “Conservatoria - ufficio di pubblicità immobiliare”. Per ogni visura ipotecaria che si andrà ad eseguire il relativo costo sarà scalato da detto credito ed in caso di suo esaurimento dovrà essere ricostituito, pena il blocco automatico dell'intera utenza (blocco sia delle visure catastali che ipotecarie considerato che il servizio è unico).
Nel caso in cui l'utente non eseguisse visure ipotecarie nel corso del tempo il credito rimarrà intatto, dato che di per sé le visure catastali sono gratuite.
Sono evidenti i notevoli vantaggi che simile accordo concluso dalla Federazione con l'Agenzia del Territorio ha portato alla base associativa. La nostra categoria è finalmente equiparata a tutti gli effetti ai “grandi utenti”  come i notai, gli architetti e gli altri professionisti del mondo immobiliare disponendo dei medesimi strumenti di lavoro.
La nostra professionalità viene elevata all'ennesima potenza, ancor più se noi stessi saremo in grado di rivendere queste nostre dotazioni in termini di servizi nel modo corretto, convincendo la nostra clientela ad affidarsi sempre con maggiore fiducia ai nostri uffici per il semplice fatto che l'agente immobiliare moderno ed iscritto Fiaip, oltre a gestire la compravendita in termini commerciali, è anche in grado di esperire tutte quelle verifiche e controlli che fino a poco tempo fa erano esclusiva prerogativa dei notai.
Se tutti noi saremo in grado di proporci con atteggiamento propositivo e propulsivo sul mercato otterremo una sicura rivalutazione della nostra immagine che non potrà far altro che portarci nuovo lavoro e nuove opportunità di business.
Questa è la sfida che mi sento di lanciare a tutti voi per il  prossimo 2008.
Un caloroso saluto ed i nostri migliori auguri di buone feste.

Ezio Sangiovanni Gelmini
Responsabile Nazionale Settore Informatica


L'APPROFONDIMENTO DELL'ESPERTO
Contratto preliminare di vendita e fallimento del promittente venditore
Una nuova pronuncia della Corte Suprema è intervenuta in tema di esecuzione dell'obbligo di trasferimento della proprietà. Nel caso sottoposto all'attenzione dei giudici di legittimità, il contratto definitivo della vendita di un fondo in proprietà comune a due coniugi, in regime di comunione ordinaria, era divenuto impossibile da concludere, a seguito della intervenuta dichiarazione di fallimento del promittente venditore. Il contratto preliminare di vendita, infatti, era stato firmato solo dal marito, nei confronti del quale, era poi intervenuta una pronuncia di fallimento. La moglie, rimasta estranea alla vicenda della sottoscrizione del preliminare, veniva tuttavia chiamata in causa dai promissari acquirenti i quali, di fronte all'impossibilità di procedere all'acquisto del bene, rivolgevano nei suoi confronti domanda di risarcimento del danno. Detta domanda, nei primi due gradi di giudizio, veniva accolta, sulla base della considerazione che, successivamente alla sottoscrizione del preliminare di vendita da parte del marito, la moglie aveva rilasciato una procura a vendere agli aspiranti acquirenti, interessati ad intestare il fondo oggetto del preliminare ai figli minorenni.
Con quel mandato che, peraltro,
veniva poco tempo dopo revocato (si trattava, infatti, di un mandato illimitato nel tempo, che conferiva ampi poteri ai mandatari) - secondo la Corte d'Appello, la moglie del promissario venditore aveva “aderito” al preliminare sottoscritto dal marito diventando, in tal modo, anch'essa alienante del fondo. Ebbene, la sentenza n. 20796/07 pronunciata dalla Corte Suprema nel mese di ottobre ultimo scorso smentisce i predetti assunti. In primo luogo, i giudici di legittimità osservano che, per individuare il soggetto o i soggetti che si sono obbligati nei confronti dei promissari acquirenti, è necessario risalire all'origine delle predette obbligazioni, ovvero rinvenire la loro fonte.
Quest'ultima, dunque, non può che essere il contratto preliminare di vendita. Infatti, le obbligazioni rispetto alla vendita del terreno non possono che discendere dallo stesso contratto preliminare di vendita, stipulato solo dal marito. Tale preliminare, dunque, prosegue la Corte Suprema, non può dispiegare alcuna efficacia nei confronti della moglie, soggetto terzo rispetto alla vicenda contrattuale, comproprietaria sì del fondo, ma in regime di comunione ordinaria rispetto al bene. Nessuna rilevanza, inoltre, può attribuirsi alla procura a vendere rilasciata dalla moglie e
subito revocata. Infatti, osservano i giudici di legittimità, la procura a vendere ed il preliminare rappresentano negozi giuridici distinti, con contenuti e finalità differenti, dunque non sovrapponibili tra di loro. Inoltre, nel preliminare di vendita non vi era alcun cenno alla procura rilasciata dalla moglie, così come, del resto, nel mandato mancava ogni riferimento al preliminare.
Senza contare che la procura era stata rilasciata senza una descrizione precisa dell'immobile - che poteva, perciò, essere scambiato per uno diverso -, vi era indicato un prezzo di vendita differente, aveva un contenuto piuttosto generico e, pertanto, non poteva essere considerata come un eventuale contratto preliminare.
In conclusione, dunque, alcun risarcimento può essere legittimamente richiesto alla moglie del promittente alienante per la sopravvenuta impossibilità di concludere il contratto definitivo di vendita, stante la dichiarazione di fallimento del marito.
Al contrario, bene avrebbero fatto i promissari acquirenti ad insinuarsi nel passivo del fallimento del marito, al fine di far valere le loro ragioni.

Avv. Paola Perassi

Socio IRC

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